Progetto mosche

Le mosche fanno parte dell’ordine dei ditteri una categoria di insetti molto vasta, ad oggi se ne conoscono circa 70.000 specie. Quest’ordine si contraddistingue per il fatto che gli appartenenti hanno solo due ali (il nome ditteri acquista il prefisso greco “di” = due). Fanno parte dei ditteri le mosche domestiche, ma anche le zanzare, i tafani e i sirfidi. Essi sono in grado di riprodursi velocemente e in maniera molto copiosa. Durante la loro vita, tipicamente di dieci giorni, riescono a deporre oltre mille uova. La nascita delle mosche comincia proprio dalle uova, che si schiudono nel giro di 24 ore divenendo larve. Restano in questo stadio per pochi giorni, il tempo di crescere e diventare pupe. Le mosche passano dallo stadio di pupe a quello di adulte nel giro di qualche settimana, a seconda dell’abbondanza di cibo necessaria alla loro crescita. Esistono diverse tipologie di mosche. La comune mosca nera, per esempio, che fa parte della famiglia dei Muscidi. Essa non punge ma veicola molte malattie. Ma tra le mosche degne di nota non si può non parlare delle mosche verdi. Queste fanno parte della famiglia dei Calliforidi, e si distinguono per il loro colore verde-blu. Tali mosche sono ghiotte di carne decomposta. La differenza principale tra le mosche verdi e le comuni mosche nere è che le prime sono carnivore. Infatti un altro nome usato per individuare le mosche verdi è appunto mosche carnarie. Per questa tipologia di mosche dobbiamo distinguere, però, gli insetti adulti dalle larve. Le larve si nutrono di carne in decomposizione. È infatti usuale trovarle sulle carcasse degli animali. Le mosche verdi adulte, invece, si nutrono di liquidi e di scarti, tipicamente avanzi di cucina, sia animali che vegetali. Le mosche sono degli insetti davvero fastidiosi. Esse infatti ci ronzano intorno e si poggiano sui nostri cibi durante i pasti. Ma è usuale anche ci disturbino durante i momenti di relax, posandosi sulla nostra pelle. Le mosche rappresentano un serio veicolo di malattie poiché, prima di soffermarsi sul nostro cibo, sulla nostra pelle o sul nostro animale, possono essersi poggiate ovunque.